Introduzione
Negli ultimi anni si è diffusa online una frase tanto suggestiva quanto fuorviante:
«Le cellule delle donne resistono allo stress, quelle maschili si suicidano».
L’affermazione trae origine da uno studio scientifico reale, ma ne distorce il significato. La ricerca, pubblicata sulla rivista Cell Death & Disease, rientra nel filone della medicina di genere e dimostra che le cellule maschili e femminili reagiscono allo stress in modo diverso, ma non in termini di forza o debolezza.
Comprendere questa differenza è cruciale per la medicina, la psicologia e le neuroscienze.
Cos’è lo stress cellulare
In biologia, lo stress non è emotivo ma biochimico.
Una cellula entra in stress quando è esposta a:
- radicali liberi,
- infiammazione,
- danni al DNA,
- carenza energetica,
- alterazioni metaboliche.
In queste condizioni, la cellula deve scegliere come reagire per proteggere l’organismo.

Lo studio scientifico: metodo e contesto
Il lavoro è stato condotto da ricercatori italiani (ISS, Università di Bologna, CNR) nell’ambito della medicina di genere, una disciplina che studia le differenze biologiche tra i sessi a livello molecolare, cellulare e clinico.
Metodo
- cellule umane maschili (XY) e femminili (XX),
- coltivate in vitro,
- esposte agli stessi fattori di stress,
- in assenza di influenze ormonali.
Questo punto è fondamentale: le differenze osservate non dipendono dagli ormoni, ma dal patrimonio genetico.
Risultati: due strategie biologiche diverse
Cellule maschili (XY): l’apoptosi
Le cellule maschili, sottoposte a stress, attivano più frequentemente l’apoptosi.
👉 L’apoptosi è una morte cellulare programmata, ordinata e fisiologica.
Serve a:
- eliminare cellule danneggiate,
- evitare la diffusione di errori genetici,
- proteggere l’organismo.
Definirla “suicidio” è un abuso linguistico: si tratta di un meccanismo di controllo di qualità biologica.
Cellule femminili (XX): l’autofagia
Le cellule femminili mostrano una maggiore attivazione dell’autofagia.
👉 L’autofagia è un processo di:
- riciclo delle componenti cellulari danneggiate,
- adattamento allo stress,
- sopravvivenza cellulare.
È una strategia conservativa, non una forma di superiorità biologica.
Il ruolo dei microRNA
Lo studio evidenzia il coinvolgimento di specifici microRNA, piccole molecole che regolano l’espressione dei geni.
Alcuni microRNA risultano più attivi nelle cellule femminili e favoriscono meccanismi di sopravvivenza, modulando il bilanciamento tra:
- morte cellulare,
- adattamento,
- riparazione.
Questo dimostra che la differenza è geneticamente programmata.
Perché questa scoperta è importante
1. Medicina personalizzata
Farmaci e terapie potrebbero agire in modo diverso su cellule maschili e femminili.
2. Oncologia
Apoptosi e autofagia sono centrali nella risposta ai trattamenti antitumorali.
3. Neuroscienze e stress
Aiuta a comprendere perché alcune patologie legate allo stress colpiscono uomini e donne in modo differente.
Attenzione al sensazionalismo
La scienza non afferma che:
- le cellule femminili siano “più forti”,
- quelle maschili “più fragili”.
Afferma invece che:
la biologia utilizza strategie diverse per affrontare lo stress
Diversità non significa gerarchia, ma complementarità biologica.
Conclusione
Questo studio rappresenta un tassello fondamentale nella comprensione delle differenze biologiche tra i sessi.
Superare le semplificazioni mediatiche significa fare un passo avanti verso una medicina più precisa, etica e personalizzata.
La medicina di genere non è ideologia: è scienza basata su evidenze.

