Diventare madre è una trasformazione profonda, ma per molte donne può coincidere con una progressiva perdita di identità, soprattutto quando mancano autonomia economica e riconoscimento personale. La routine quotidiana avanza, i figli diventano il centro assoluto e il tempo sembra scivolare via. Non si può tornare indietro, ma cresce una domanda silenziosa: chi sono io, oltre a essere madre?
Maternità e identità: quando il ruolo prende il posto della persona
La maternità è totalizzante, ma non dovrebbe essere totalitaria. Quando l’identità femminile si riduce al solo ruolo materno, la donna rischia di scomparire dietro le funzioni: accudire, organizzare, sostenere.
«Non si nasce donna: lo si diventa» (Il secondo sesso).
Diventare madre non dovrebbe significare smettere di diventare sé stesse.
La frustrazione invisibile della routine quotidiana
La frustrazione materna non è sempre rumorosa. Spesso è silenziosa e cronica: si accumula nei gesti ripetuti, nei giorni uguali, nella sensazione di vivere per gli altri.
Quando manca un lavoro o uno spazio proprio, la casa può diventare un perimetro chiuso, più che un luogo di cura.